Venerdì 17 Febbraio 2012 23:35

Il Bologna fa tremare Ranieri: 3-0 senza replica

Scritto da  Luigi Chirico
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Venerdì 17 decisamente nero per l' Inter di Ranieri che a Milano ottiene il quinto risultato negativo tra Campionato e Coppa Italia ed entra in clima Champions nella maniera peggiore possibile. Super Bologna e super Marco Di Vaio che realizza la doppietta che apre l' autostrada agli emiliani per i 3 punti fondamentali; i rossoblu confermano l' ottimo momento e il buon rendimento contro le big e con la vittoria si schiodano dal quart' ultimo posto.

INTER PROPOSITIVA - In quel di San Siro mister Ranieri ha la possibilità di mettersi in mostra con Didier Deschamps in tribuna a visionare i prossimi avversari dell' Olympique Marsiglia in Champions League. La formazione di casa si dimostra propositiva nei primi minuti di gioco con il rientro di Diego Forlan in attacco e l' olandese Sneijder a centrocampo. La prima conclusione arriva all' 11' proprio dal fantasista Orange che si libera bene del marcatore e prova il tiro a girare dal limite dell' area, bloccato facilmente dall' estremo difensore avversario Gillet. L' Inter prova ad affondare ma la poca convinzione incide nella scarsa concretezza e le occasioni stentano ad arrivare. Al 29' è Maicon ad andare vicino al gol; il terzino brasiliano stacca di testa sugli sviluppi di un corner, il pallone finisce a lato di circa un metro. Pochi secondi dopo Forlan approfitta di un'indecisione di Mudingayi e si trova a tu oper tu con Gillet che riesce ancora una volta a chiudere lo specchio della porta uscendo con i piedi.

MATCH WINNER DI VAIO - L 'Inter fatica a trovare spazi perché il Bologna si chiude bene e prova con le ripartenze a sorprendere la retroguardia nerazzurra.  Al 28' arriva la prima conclusione per gli ospiti da calcio piazzato;  punzione di Diamanti neutralizzata però senza problemi da Julio Cesar.
Alla prima verra occasione il Bologna va in vantaggio al 38': Ramirez costruisce una bella azione in area e appoggia fuori area per Perez che finta il tiro e appoggia dentro per Di Vaio che batte Julio Cesar con un sinistro preciso.
Appena sessanta secondi e il bomber rossoblu raddoppia: lungo assist dalla metà campo del Bologna per il capitano, Ranocchia sbaglia il controllo di petto favorendo Di Vaio che tocca morbido e infila Julio Cesar per la seconda volta. E' un venerdì 17 nero l' Inter con il Presidente Moratti scuro in volto e Ranieri incredulo a bordo campo.
L'Inter accusa il colpo e il Bologna prova a chiudere il discorso il prima possibile. Punizione di Diamanti al 44° ma il pallone sfila sopra la traversa. Sono due i minuti di recupero e l' ultima occasione è per Faraoni che al 47' prova la bordata da fuori area con il pallone che sfila di un paio di metri alla destra del palo della porta bolognese.

 

RIPRESA STERILE - Stessi 22 uomini in campo con gli allenatori che decidono di non operare cambi. L'Inter gioca di rabbia, c'è bisogno di una reazione per tifosi e morale ma il Bologna si chiude bene e prova a pungere con le solite ripartenze. Al 51' bella azione ancora di Marco Di Vaio: il capitano prova ad accentrarsi dalla destra dell' area e per poco non trova l' eurogol, sarebbe stata la tripletta per lui, con un tiro a girare che esce di poco a lato dallo specchio di porta difeso dal brasiliano Julio Cesar. L' Inter faticaa guadagnare metri e atrovare le giuste idee a centrocampo e ne fanno le spese gli attaccanti, poco e mal serviti e piuttosto nervosi. Da segnalare tra gli ospiti l' esordio del promettente Taider, talento francese, entrato al posto di Alessandro Diamanti.

 

FORLAN, ICONA DI UN MERCATO FLOP - Che il biondo uruguayano non godesse di ottima fama tra i tifosi nerazzurri lo si era capito sin dalle prime uscite dell' ex Villareal ma al 59' il potente centravanti ci mette del suo per divenire il simbolo di un mercato nerazzurro disastroso, complice di intese e di scelte errate tra Dirigenza e Allenatori: Nagatomo costruisce bene e serve all'uruguaiano in mezzo all'area di rigore il pallone per la più facile delle occasioni ma il campione d'America calcia debole e poco angolato, il belga Gillet si stende e para a terra. Passano due minuti e il pubblico di San Siro si scrolla di dosso i primi fischi direzionandoli tutti proprio a Diego Forlan, sostituito da Poli, l' Inter perde due a zero e Ranieri pensa ad inserire un' altro centrocampista al posto di una punta.
Al 67'  anora una grande parata di gillet che dice no alla deviazione di testa di Ranocchia conseguente alla punizione battuta da Snejider.
Pioli cerca di amministrare il risultato e si dimostra più lucido del rivale togliendo Ramirez per Konè. E' ancora Maicon a provarci con un tiro-cross che si spegne sul fondo senza creare troppe insidee alla retroguardia rossoblu. E' il momento per gli applausi, quelli che però il pubblico riserva a Di Vaio che al 76' lascia il campo per far posto a Robert Acquafresca, vecchia conoscenza dell' Inter.

 

MORATTI SALUTA I SUOI ALL' 80' - E' la scena più triste e il finale più cupo che il popolo del biscione potesse immaginare. Non è serata, non è momento e forse non è l' anno giusto e il problema potrebbe essere il non saper più perdere. Le vittorie avvolte causano convinzioni, creano motivazioni e illusioni e potrebbero aver causato nell' ambiente interista problemi a livello emotivo. E' bastato un' inizio di stagione poco esaltante a scuotere Milano, poi la ripresa con Ranieri e dopo la prima difficoltà una squadra che non reagisce, un Presidente che non stimola e non carica l' ambiente e un allenatore che si trova a dover remare da solo controvento. Visibilmente nervoso anche questa sera Massimo Moratti abbandona la nave nerazzurra e allora da domani al via le polemiche. Ma la serata nerazzurra deve ancora toccare il fondo.

 

FISCHI DALLA CURVA, I TIFOSI CONTESTANO - I temi del match continuano a essere sempre gli stessi: il Bologna chiude tutti gli spazi e difende in maniera impeccabile, l'Inter manovra ma senza riuscire a far male. L' Inter non sa offendere e ci pensa il Bologna a farla affondare: all' 85' Acquafresca chiude definitivamente il discorso e sigla il 3-0 dell' umiliazione: l' attaccante sembra il miglior Maradona e, seppur contro le statuine di via Durini, ripercorre i ricordi di inizi anni 90' superando 4 uomini avversari e insaccando con una rasoiata di sinistro che termina alle spalle di un irriconoscibile Julio Cesar, lontano parente del miglior portiere del mondo e di quel calciatore spavaldo che si mostrava nei big match.
Il triplice fischio decreta la fine di un venerdì nero; sugli spalti fanno festa solo i tifosi bolognesi, gran parte del pubblico di casa lascia lo stadio in un silenzio incredulo. Il resto fischia.
Ultima modifica Sabato 18 Febbraio 2012 01:01

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